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Situato a oltre 200 metri di altezza a strapiombo sul mare, è il più conosciuto tra i castelli dell'antica terra di Focara, inserito com'era tra quelli di Fiorenzuola e Gabicce (da cui Castrum Medii e quindi Casteldimezzo).
Da questo balcone naturale lo sguardo spazia verso un ampio orizzonte nel quale risaltano il Castello di Gradara, il monte Titano di San Marino, il monte Catria e la costa adriatica della Romagna e delle Marche.
Sorto sotto la protezione dell'Arcivescovado di Ravenna, passò in seguito alle dinastie che governarono Pesaro, dai Malatesta agli forza e ai Della Rovere. Si possono ancora scorgere parte delle mura medievali una volta intervallate da molteplici torrioni. E' ancora adesso perfettamente preservata la Chiesa di San Cristoforo e Sant'Apollinare.
All'interno si trova un quattrocentesco crocefisso ligneo meta di culto da tutta Italia, opera dello scultore Antonio di Bonvesin e del pittore Iacobello del Fiore che, secondo una leggenda cara agli abitanti e ricordata da una lapide del 1652 collocata nella Chiesa stessa, prima di sbarcare a Casteldimezzo fu coinvolto in un naufragio, ma prodigiosamente galleggiò, fino ad arenarsi da solo sulla spiaggia. Ad esso sono attribuiti numerosi miracoli.
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