PARCO SAN BARTOLO -
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E' un polmone di verde che si caratterizza principalmente per il tratto di costa alta, a falesia viva, rara in tutto l'Adriatico e che si estende da Gabicce a Pesaro, ricchissimo di flora, di fauna e di testimonianze storiche di grande interesse. La falesia emerge dalle basse spiagge marchigiane come un susseguirsi ondulato di speroni e valli, intervallate da pareti a strapiombo. Le cime, che arrivano ai 200 metri, offrono un'ampia panoramica della costa e formano un paesaggio inusuale rispetto alle tipiche coste sabbiose romagnole e marchigiane. Questo territorio rivela risvolti geologici di grande interesse, con pesci fossili e rari cristalli di gesso.
Da citare Fiorenzuola di Focara, Gabicce Monte, Casteldimezzo e la Chiesa di Santa Marina, con i dipinti attribuiti a Giacomo Pandolfi e al Rondolino, il sito archeologico di Colombarone, un complesso residenziale sorto sulla via Flaminia tra la fine del III e l'inizio del IV secolo d.C., oltre a Villa Caprile e Villa Imperiale. La prima, costruita a partire dal 1640, la seconda è nata in due fasi, a partire dal '400, su incarico di Alessandro Sforza.
Il parco è circondato da 35 ettari di folta vegetazione e visitarlo è un'esperienza meravigliosa. Sentieri panoramici e verdeggianti ricchi di intensi colori per escursioni indimenticabili tra cielo e mare, per vivere una natura vigorosa ed appassionante. Un paradiso ed una storia sospesa nel tempo tutti da scoprire.
GRADARA -
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La Capitale del Medioevo, o meglio la dimora di Paolo e Francesca. Chi non ricorda il Canto dell'Inferno consacrato al tragico amore tra la giovane discendente dei Da Polenta e Paolo. Lei promessa sposa di Giovanni Malatesta, all'inizio del 1200, abitava nel Castello di Gradara. "Amor ch'a nulla amato amar perdona…", recitava Dante. Ancora oggi la Rocca di Gradara ricorda la leggenda di questa storia così dolorosa ed appassionante. Gradara si trova a soli tre chilometri dal mare, la prima testimonianza risale alla metà de XII secolo, con la creazione di un "Castrum Cretarie". In seguito i Malatesta trasformarono l'originaria Torre in vera e propria roccaforte, costruendo due altissime mura di cinta. Fu in seguito dominata dagli Sforza, che raffinarono la Rocca con una grande scala, il loggiato e particolarmente la celebre Pala di Andrea Della Robbia. Qui risiedé anche Lucrezia Borgia, moglie di Giovanni Sforza. Nel 161 la Rocca divenne proprietà dello Stato Pontificio, inizio di una fase di decadenza che proseguì con il dominio francese e terminò solo nel secolo scorso. Da circa venti anni è di proprietà dello Stato. Durante i mesi estivi, si inscenano suggestive rievocazioni storiche e feste medievali.
URBINO -
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Una città sospesa fra tradizione e modernità, tra storia e attualità. Questa è oggi Urbino, splendida testimonianza del nostro Rinascimento. Grazie alla munificenza della famiglia dei Montefeltro, in particolare di Federico, che chiamò ad Urbino i migliori artisti dell’epoca, da Piero della Francesca a Leon Battista Alberti, Urbino è un crogiuolo di ricchezze artistiche. Città universitaria, certo, ma attentissima alle esigenze dei turisti, accolti in un’ambientazione sublime. Il fulcro è rappresentato dal Palazzo Ducale. Voluto da Federico da Montefeltro che affidò in un primo tempo la progettazione all’architetto fiorentino Maso di Bartolomeo e successivamente al celebre dalmata Luciano Laurana. Infine l’opera venne completata da Francesco di Giorgio Martini. Oggi ospita la Galleria Nazionale delle Marche che custodisce opere come “La flagellazione” di Piero della Francesca, “la Muta” di Raffaello, “La Profanazione dell’ostia” di Paolo Uccello, oltre a quadri di Tiziano, Francesco Barocci e Luca Signorotti.
Della splendida stagione rinascimentale sono rimasti anche la Chiesa di San Bernardino, con le tombe dei duchi, la cattedrale, fatta poi ricostruire dai Valadier, i Palazzi Odasi e Passionei. Ma Urbino è anche borgo dalla lunga tradizione per l’artigianato artistico, con molti laboratori che ancora oggi testimoniano la sua vocazione in arti quali pittura, stucco o falegnameria.
SAN LEO -
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Impossibile non accorgersi della sua presenza. Un masso enorme che domina le colline intorno a Pesaro, una rocca d’impressionante e suggestivo impatto divenuta celebre a partire dal III secolo d.C., quando vi arrivò Santo Leo che da qui cominciò a diffondere nell’area circostante la religione cristiana. Durante le aspre lotte di fine rimo Millennio, la rocca di San Leo si conquistò la fama di fortezza inespugnabile, sino a quando, intorno al 1200, cominciò la signoria dei Montefeltro, poi duchi di Urbino. Da militare che era semplicemente, lacca divenne un vero e proprio centro vitale, grazie soprattutto alle intuizioni geniali di Francesco di Giorgio Martini, architetto militare dei duchi di Urbino. Qui visse anche i suoi ultimi giorni Giuseppe Balsamo, più noto come Conte di Cagliostro.
Nel suggestivo centro storico, ricco di borgate e case rurali, spicca un complesso monumentale unico nel suo genere, con la Pieve di Santa Maria Assunta, il Duomo Romanico del XII secolo, così come la Torre Campanaria, e il Convento di Sant’Igne. La parte più profana è senza dubbio rappresentata dalla Fortezza, quasi un prolungamento ideale della natura difensiva del sito. Sono inoltre da ricordare i palazzi cinque-seicenteschi che arricchiscono il centro di questo borgo di rara bellezza. Tra tutti il Palazzo Mediceo che attualmente ospita il Museo d’Arte Sacra, l’Archivio Storico e la Biblioteca.
GABICCE -
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C’è la parte di Mare, quella più conosciuta perché rappresenta una delle mete più ambite nel turismo balneare, non solo nostrano, sulla costiera adriatica. E c’è quella di Monte, altra fortezza delle Terre di Focaia oggi andata quasi completamente distrutta. Inizialmente noto come Castrum Ligabitij, ossia castello dei Ligabizzi (da cui deriverebbero Le Gabicce e l’attuale Gabicce). Fino al XIII secolo sotto l’autorità della Chiesa di Ravenna, passò poi prima con il Comune di Rimini, poi ai Malatesta, agli Sforza e ai Montefeltro prima di venire incorporato, come il resto del Ducato di Pesaro e Urbino, dallo Stato Pontificio. E qui cominciò il suo lento declino. Delle antiche vestigia restano la Chiesa di Sant’Ermete: edificata nel X secolo, ha poi subito numerosi rifacimenti, fino ad essere quasi completamente ricostruita a partire dal 1782. Degni di nota sono un affresco di fine Trecento che rappresenta la Madonna del Latte, il crocifisso ligneo di scuola riminese del Trecento e una tela raffigurante la Crocifissione, risalente alla rima metà del Quattrocento. Gabicce è anche nota per la sua ricchissima scuola di maioliche, resa celebre da Giacomo e Girolamo Lanfranco. Un suo piatto è oggi conservato al British Museum di Londra.
SAN MARINO -
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